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di Maddalena Fogale
COLLABORA CON ME
L’importanza di fare rete
Nel cuore dell’arteterapia c’è la relazione: con sé stessi, con l’altro, con il contesto. Per questo motivo, la collaborazione tra professionisti e realtà territoriali è parte integrante del mio approccio. Lavorare in rete non è un valore aggiunto, ma una condizione fondamentale per garantire interventi realmente efficaci, etici e centrati sulla persona.
Perché collaborare con un’arteterapeuta
L’arteterapia è una disciplina che utilizza il linguaggio artistico come strumento per esplorare, esprimere e trasformare vissuti emotivi, relazionali e corporei. Non è necessario “saper disegnare”: ciò che conta è il processo creativo, non il risultato estetico.
Inserire l’arteterapia all’interno di un’équipe o di un progetto multidisciplinare significa offrire un canale comunicativo ulteriore, non verbale, spesso più accessibile per chi fatica a raccontarsi a parole. Questo può tradursi in una maggiore comprensione della persona, in una più efficace modulazione degli interventi e in un percorso di cura o sostegno più ricco e integrato.
Il lavoro d’equipe: una risorsa condivisa
Il lavoro in équipe permette un confronto continuo tra sguardi, competenze e linguaggi differenti. In questo dialogo, l’arteterapeuta può offrire osservazioni preziose su aspetti simbolici, affettivi, relazionali e immaginali emersi durante il processo creativo. Questi elementi arricchiscono la lettura clinica e progettuale, offrendo nuove chiavi di accesso e di intervento.

Al centro la persona e il valore che porta con sé!
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Chi può collaborare con un arteterapeuta
Collaboro con singoli professionisti e realtà pubbliche o private che condividano una visione centrata sulla persona e sul valore della relazione.
In particolare:
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Psicologi e psicoterapeuti: per percorsi integrati che affianchino lavoro psicoterapeutico e arteterapeutico, anche in contesti di fragilità o trauma.
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Centri antiviolenza e case rifugio: per sostenere percorsi di ricostruzione identitaria e di elaborazione del trauma attraverso il linguaggio creativo.
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Case di indipendenza e comunità alloggio: per promuovere l’autonomia, l’autostima e l’espressione personale in un contesto protetto.
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Associazioni, cooperative ed enti che operano nella disabilità fisica e/o cognitiva: per percorsi individuali o di gruppo che favoriscano l’inclusione, la comunicazione e la valorizzazione dell’unicità di ogni persona.
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Centri anziani, case di riposo, centri diurni o residenziali: per sostenere il benessere psico-fisico, stimolare la memoria affettiva e favorire la socializzazione.
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Consultori familiari e servizi territoriali: per progetti rivolti a minori, famiglie, donne, adulti in situazioni di vulnerabilità o transizione.
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Centri per l’integrazione e l’inclusione sociale: per favorire l’incontro, la partecipazione e l’espressione di persone con storie, culture e bisogni differenti.
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Scuole di ogni ordine e grado: con le quali costruire progetti, sportelli d'espressione individuale o di gruppo.
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